Come scegliere le keywords giuste: capire la SEO di base

Scritto da Elena Assirelli

martedì, Mag 19
}

Tempo di lettura dell'articolo:

Vuoi creare il tuo blog e partire subito con il piede giusto?

Leggi la nostra guida come creare un blog in 20 step: quasi 9000 parole, sempre aggiornate, e soprattutto GRATIS!

Salva o condividi e porta i nostri contenuti sempre con te con un clic 🙂

Come scegliere le keywords giuste per scrivere i tuoi articoli [e 4 TIPS velocissime da applicare]

Buongiorno e ben ritrovata, whyer! Anche tu vorresti capire come scegliere le keywords giuste per gli articoli del tuo blog? Ottimo, sei finita nel posto giusto! In questo articolo cercherò di mostrarti delle tecniche semplici e facilmente adottabili per migliorare da subito la SEO dei tuoi contenuti. In particolare scopriremo come:

  • Scegliere le keywords giuste per il titolo principale dell’articolo
  • Scegliere le keywords giuste per i titoli dei paragrafi del tuo articolo
  • Selezionare le keywords migliori
  • Trovare keywords correlate per arricchire i tuoi contenuti

Per farlo, utilizzeremo solamente strumenti gratuiti.

Innanzitutto dobbiamo fare una piccola premessa, ma doverosa.

Come fa Google a “leggere” il tuo sito?

Introduciamo subito due concetti fondamentali, su cui purtroppo si fa ancora moltissima confusione: indicizzazione e posizionamento.

Che differenza c’è tra indicizzazione e posizionamento?

L’indicizzazione è l’inserimento nell’indice di Google di una delle tue pagine. Si può fare manualmente, segnalando semplicemente a Google l’URL della pagina, attraverso uno strumento gratuito che Google stesso ci mette a disposizione: la Google Search Console.

Il posizionamento invece riguarda, appunto, la “posizione” di quella determinata pagina nella pagina dei risultati di ricerca di Google (chiamata SERP). Avere un buon posizionamento significa, quindi, essere posizionati nella parte alta della prima pagina dei risultati di ricerca.

Come posizionarsi su Google?

In questo articolo ci occuperemo quindi non di come indicizzare un articolo, ma di come migliorarne il posizionamento, attraverso la scelta delle giuste keywords. Le keywords però non sono l’unico fattore che determina il posizionamento del tuo sito, per questa ragione ho voluto scrivere un articolo di base per capire meglio come posizionarsi su Google.

Devi sapere che Google, di base, posiziona tutte le pagine del tuo sito singolarmente. Devi immaginarti come se Google assegnasse un “punteggio” singolo ad ogni tua pagina. Per calcolare questo punteggio Google tiene conto di molte cose tra cui anche il posizionamento generale del tuo sito (Authority del tuo dominio). Per cui, quando il tuo sito sarà considerato autorevole, Google tenderà a ben posizionarlo e sarà molto più semplice migliorare il posizionamento anche delle singole pagine. E viceversa, come in un loop:

miglioramento del posizionamento delle singole pagine → miglioramento autorità del tuo dominio → miglioramento del posizionamento delle singole pagine … e così via. Ottimo, vero?

Per andare a migliorare il posizionamento generale del nostro sito, dobbiamo quindi iniziare dal miglioramento del posizionamento delle singole pagine.

come scegliere le keywords giuste 1

Come migliorare il posizionamento di un articolo su Google, attraverso la scelta delle giuste keywords

Ogni pagina viene come “scomposta” dall’algoritmo di Google e analizzata nelle sue parti. Come possiamo fare per far capire a Google di cosa stiamo parlando del nostro articolo?

Gli elementi che Google tiene in considerazione per capire di cosa parla la tua pagina sono:

  • Titolo principale (h1, heading 1)
  • Meta Title (il titolo che compare in alto sulla barra del browser)
  • Permalink
  • Titoli dei paragrafi
  • Immagini (ALT Tag e titolo immagine)
  • Corpo del testo

Andiamo ad analizzarli ad uno ad uno.

L’importanza del titolo principale H1 nei tuoi articoli

Il titolo principale, o h1 (dall’inglese “heading 1“), è, come facilmente puoi immaginare, il primo titolo che dai al tuo articolo. Deve corrispondere all’argomento ampio che tratterai nella pagina e deve contenere la keyword o le keywords principali che hai scelto per il tuo articolo. Meglio ancora se poste all’inizio del titolo.

Un modo molto semplice per scegliere le keywords del titolo è pensare a cosa tu stessa scriveresti nella barra di ricerca di Google per cercare i contenuti del tuo articolo.

Facciamo un esempio semplice. Sei una psicologa e lavori nella zona sud di Milano. Scrivi quindi un articolo e come titolo utilizzi “I miei servizi”. Come fa Google a capire di cosa stai parlando nel tuo sito, quali sono questi servizi? Non solo, cercheresti su Google “I miei servizi” per trovare una psicologa che lavora in zona sud a Milano?

Il titolo “I miei servizi” non è ottimizzato. Faresti molto meglio a chiamare la tua pagina “Psicologa sud Milano” e, all’interno, inserire i tuoi servizi.

Facciamo un altro esempio. Sei una grande amante del fai da te e hai deciso di scrivere un articolo su come costruire un divano con i pallet. Come titolo scegli “Realizza un comodo divano con un semplice pallet”.

Sembra un titolo fantastico, vero?

Per i social e per la tua community certamente sì, per la SEO un po’ meno.

Pensaci anche tu. Come cercheresti un articolo che tratta di come realizzare un divano con i pallet? Scriveresti:

“Come realizzare un divano con il pallet”.

Ed è questo il titolo che devi utilizzare, se vuoi ottimizzare la tua SEO. La cosa migliore è porre nella parte sinistra del titolo le keywords così come vengono digitate su Google, e nella seconda parte utilizzare il copywriting creativo per invogliare a leggere l’articolo. Esempio ancora migliore:

Come realizzare un divano con il pallet in 5 semplici step”.

Come realizzare un divano con il pallet senza spendere soldi”.

Certo è che gli algoritmi di Google si stanno sempre più affinando. Nei primi anni ’90 si faceva SEO duplicando pagine e chiamandole con tutte le varianti possibili di keywords. Oggi questa è una pratica sbagliata. L’algoritmo di Google è infatti sempre più in grado di interpretare il contenuto testuale e i titoli a livello semantico. Per questa ragione devi ricordarti di non scrivere più di un articolo che contenga la stessa identica parola chiave, per non incorrere nel fenomeno spiacevole della “cannibalizzazione”. Se scrivi due articoli che trattano dello stesso argomento e hanno le stesse keywords principali, Google, con tutta fortuna, sceglierà uno dei due e “oscurerà” l’altro. E noi non vogliamo che questo accada, vero?

Meta Title (o tag Title), cos’è?

Il Meta Title è il titolo che puoi leggere in alto, sulla barra del tuo browser. Questo è in assoluto il titolo più importante a livello SEO, tanto che alcuni plugin di WordPress lo chiamano proprio “TITOLO SEO”.

Puoi farlo coincidere con l’h1, o titolo principale, oppure puoi renderlo più ricco, e tenere il titolo principale più generico.

Ricordati di utilizzare le keywords esatte che utilizzeresti tu stessa per cercare su Google l’argomento di cui stai parlando.

Il Meta Title è anche il titolo che vedi comparire nella pagina dei risultati di ricerca Google, come ti ho evidenziato nell’immagine qui sotto:

meta title cos è

Permalink

Il permalink è l’ultima parte dell’URL (indirizzo) della vostra pagina. La maggior parte dei CMS, tra cui WordPress, lo fa coincidere di default con il Titolo principale (heading 1) è così deve essere, come puoi vedere nell’immagine sottostante.

permalink e titolo principale devono essere uguali

Titoli dei paragrafi: h2, h3, h4 (heading 2, 3, 4 eccetera…)

Se l’h1 (o heading 1, o titolo principale) è quello che definisce e identifica l’argomento principale dell’articolo, l’heading 2 è il titolo che viene subito dopo, con cui approfondire l’argomento in paragrafi principali.

Tornando all’esempio da cui siamo partite, cioè “Come costruire un divano con il pallet”, quest’ultimo è l’h1, mentre possibili h2 potrebbero essere

“Come levigare il pallet”

“Come dipingere il pallet”

“Come montare il pallet”… e così via.

Gli h2 fungono quindi da paragrafi e vanno a intercettare tutte quelle keywords secondarie intimamente collegate alle keywords principali del nostro articolo. Definiamo queste keywords “keywords correlate“.

Come trovare le keywords correlate?

Vi è un comodissimo strumento gratuito: sì, proprio Google. Digitiamo sulla nostra barra di ricerca le keywords che stiamo usando per scrivere il nostro articolo, navighiamo fino a fondo pagina e troviamo proprio i suggerimenti di Google. Se lo dici lui, ci fidiamo, vero?

Google inserisce in questa sezione tutte le ricerche correlate degli utenti, legate alla nostra ricerca principale. Questo significa in poche parole che un utente medio che cerca “Come costruire un divano con un pallet” cerca anche “Divano pallet istruzioni pdf“. Ecco un’idea!

come usare le keywords correlate

Realizziamo un PDF e lo andiamo a inserire nel nostro articolo, preceduto da un bell’h2 “Divano pallet istruzioni PDF”. Ecco così che nel nostro articolo stiamo fornendo due contenuti che Google ritiene correlati. Questo faciliterà il posizionamento dell’articolo, potenziandolo sull’una e sull’altra ricerca.

Le keywords correlate possono essere utilizzate per sviluppare paragrafi all’interno dello stesso articolo pillar, oppure possono essere spunti per la creazione di altri articoli, da linkare internamente gli uni con gli altri.

come scegliere le keywords correlate

Come scegliere le parole chiave per migliorare la tua SEO?

Keyword migliori: quali sono?

Sì, ok, ma come faccio materialmente a scegliere quali sono le keyword migliori? Come faccio, ad esempio, a scegliere tra “creare un blog” oppure “aprire un blog” e dunque trovare le parole chiave migliori?

Per scegliere quali sono le keyword migliori ci viene in aiuto uno strumento gratuito (almeno per il nostro scopo) chiamato Ubersuggest.

ubersuggest 1

Ubersuggest: come funziona?

Colleghiamoci quindi a Ubersuggest e inseriamo la prima keyword tra quelle che abbiamo selezionato, nel nostro caso “creare un blog“.

ubersuggest analisi keyword

Volume di ricerca delle keyword

Come vediamo Ubersuggest ci fornisce una serie di dati molto interessanti, primo tra tutti il volume di ricerca delle keyword. Più il volume è altro e più significa che vi è interesse da parte delle persone riguardo a quell’argomento specifico, cercato utilizzando la query che abbiamo selezionato, nel nostro caso “creare un blog”. (Una query è un’interrogazione del motore di ricerca, quindi corrisponde esattamente a un utente che visita Google e digita le keywords “creare un blog” e clicca su Search).

SEO difficulty

La SEO difficulty è un parametro che dovrebbe indicarci quanto sarà difficile posizionare la nostra pagina per quella query (o insieme di keywords). Questo valore è dato da una serie di calcoli che riguardano:

  • l’autorità del dominio dei tuoi competitors
  • la qualità e rilevanza dei contenuti già prodotti su quelle keywords
  • Il numero di backlink che i tuoi competitors ricevono, in generale e legati a quelle keywords

Insomma, la SEO difficulty è un parametro che ci indica quanto i nostri competitors sono ben posizionati per quella keywords. Se questo valore è alto, sarà più difficile per noi provare a posizionarci e piazzarci sopra i siti già esistenti nella SERP di Google.

Gli ultimi due valori (Paid difficulty e Cost per click) riguardano i costi delle inserzioni pubblicitarie se volessimo utilizzare quelle keywords. Anche in questo caso, valori più alti indicano più competitors che provano a generare traffico per quella keywords e di conseguenza maggiore difficoltà nel posizionarsi.

Proviamo adesso a compiere una seconda ricerca e inserire la seconda query che abbiamo selezionato, nel nostro caso “aprire un blog”.

ubersuggest come funziona

Come puoi vedere, in questo secondo caso ci troviamo di fronte a un volume di ricerca leggermente più basso (1900 contro 2400), ma comunque sufficiente per creare un contenuto che sia ricercato. La SEO difficulty è minore (30 contro 31).

Paragonando questi due insiemi di keywords (creare un blog e aprire un blog), potremmo ragionevolmente optare per la seconda.

Ma facciamo ora una precisazione alquanto importante.

Nel nostro caso, “aprire un blog” e “creare un blog” si riferiscono a intenti di ricerca piuttosto simili e sovrapponibili. Certo, ci sono lievi sfumature di differente intento di ricerca tra chi digita “aprire un blog” e chi opta invece per “creare un blog”.

Tutto sommato, però, vi potrei dire che ci troviamo comunque di fronte a un utente che sta cercando di informarsi su quali siano gli steps per dare vita al suo progetto di blogging. Le due query così selezionate sono quindi “sovrapponibili” e non dovrebbe esserci alcun problema a utilizzare l’una o l’altra e presentare la stessa tipologia di contenuto.

Una volta scelta la tua keyword (o insieme di keywords), ricordati che potrai utilizzare le eventuali keywords non selezionate (come nel nostro caso “creare un blog”) all’interno del testo del tuo articolo, ovviamente nel caso in cui siano correlate o sovrapponibili. Questo mostrerà a Google che il tuo articolo o contenuto parla sia di come “aprire un blog” sia di come “creare un blog”, e con il tempo riuscirai a posizionarti per entrambe.

Oltre a considerare questi aspetti puramente “numerici”, diciamo, altra cosa di fondamentale importanza è definire una strategia SEO che tenga conto dei propri obiettivi e della propria target audience.

Se vuoi approfondire questi argomenti, ti consiglio assolutamente di leggere:

Come ottimizzare le immagini per la SEO

Eccoci arrivate al capitolo ottimizzazione immagini. Concentriamoci solo sui punti fondamentali:

  • Utilizzate immagini di alta qualità ma compresse, per favorire il caricamento della pagina
  • Rinominatele utilizzando le keywords che avete scelto nel vostro articolo. Ad esempio, rinominate image1.jpg in come-realizzare-un-pallet.jpg
  • Aggiungete l’attributo ALT, descrivendo a parole cosa c’è nella fotografia

Scrivere un testo ottimizzato per la SEO

Visto che questo argomento è vastissimo (e io personalmente potrei iniziare a parlarne e andare avanti per ora), in questo articolo cercherò di limitarmi a dare alcuni consigli legati all’utilizzo delle keywords nel corpo del testo dei tuoi articoli.

Per favore, dimenticati della keyword density e di tutti quegli altri suggerimenti che ti danno plugin come Yoast. Non migliorerai la tua SEO continuando a ripetere un po’ a casaccio le keywords principali all’interno del testo.

Concentrati su scrivere un articolo di qualità, che risponda esattamente all’intenzione di ricerca dell’utente. Se un utente sta cercando “Come realizzare un divano con un pallet”, e tu decidi di focalizzarti su questa keyword, devi produrre un contenuto rilevante per questa chiave di ricerca, non devi parlare della storia del pallet.

Ne ho parlato a lungo nel mio articolo dal titolo l’unico segreto che ti serve conoscere per migliorare la tua SEO.

Google utilizza moltissimi dati per assegnare un punteggio alle tue pagine, e tra questi FONDAMENTALE è il bounce rate e il tempo di permanenza dei vostri utenti su una pagina.

Mi spiego meglio.

Quando un utente atterra sulla tua pagina inizierà, con tutta probabilità a leggere il tuo articolo. Più questo è scritto meglio e più fornisce le risposte che l’utente cerca, maggiore è il tempo che il tuo utente trascorrerà sulle tue pagine. Questo dato è preziosissimo per Google. Gli sta dicendo che il tuo contenuto è rilevante per quella chiave di ricerca, cioè esattamente quello che vogliamo ottenere!

Per questo è importante scrivere pensando all’utente che leggerà la nostra pagina, e non alla keyword density o altre amenità varie. Fidati che se scriverai pensando al tuo utente, ti verrà anche normale ripetere le keyword importanti esattamente nei punti in cui è necessario.

A potenziamento di questo concetto, ricorda che un altro valore che Google tiene in altissima considerazione è il tempo che il tuo utente spende nel consumare i tuoi contenuti. Sarà quindi molto utile che il tuo articolo abbia dei link interni che puntano ad altri articoli correlati. Per creare una struttura intelligente, il mio consiglio è quello di crearti un piano editoriale SEO.

come migliorare la seo

Tips SEO per i tuoi contenuti

Prima di passare a quattro suggerimenti veloci da provare subito per migliorare la tua SEO, ripassiamo quello che abbiamo visto fino ad ora:

  • Abbiamo capito che dobbiamo usare le keywords come tu stessa le digiteresti su Google per cercare un contenuto che ti interessa
  • Abbiamo capito che dobbiamo riporre la massima attenzione nella scelta del titolo principale e del Meta Title
  • Abbiamo capito che dobbiamo utilizzare le keywords correlate nei titoli dei nostri paragrafi
  • Abbiamo capito come ottimizzare le immagini dei nostri articoli

Ed ora altri piccoli trucchi…

Sfruttare al meglio le keywords long tail (a coda lunga) – TIP 1

Hey, cosa sono le keywords long tail (parole chiave a coda lunga)?

Te lo spiego con un esempio molto semplice. Sei una psicologa, sì, sempre quella che lavora in zona sud Milano. La keyword principale su cui vuoi puntare è “Psicologa Milano”. Come potrai immaginare, il volume di ricerca di questa keyword è molto alto (e dunque anche la competizione). Per questo sarebbe meglio per te puntare su una keyword long tail, come ad esempio “Psicologa zona sud Milano”, ma anche “Psicologa vicino Lodi”. Su queste ricerche infatti non solo sarà minore la competizione, ma ti porteranno anche contatti che stanno cercando esattamente te.

Che cos’è la “posizione zero”?

Voglio farti vedere cosa abbiamo ottenuto con il nostro blog a soli 5 mesi dalla messa on-line: ci siamo posizionate in “posizione zero“, cioè in testa alla pagina dei risultati di Google per la keyword long tail “come inventarsi un lavoro da casa”. Google ci ha premiato con un rich snippet: un risultato cioè più ricco rispetto ai classici che vedi in tutte le SERP. Oltre a riportare il titolo e l’inizio del contenuto, infatti, ci sono un’immagine e un elenco puntato.

Le posizioni zero sono ottime perché occupano così tanto spazio nella pagina da attirare quasi tutti i click.

posizione zero

Produrre contenuti pillar e articoli più brevi utilizzando le keywords correlate – TIP 2

Il secondo suggerimento è quello di alternare la produzione di articoli pillari (long-form, corposi, più lunghi e ricchi di contenuto) e articoli più brevi che approfondiscono le keywords correlate. Ad esempio, diciamo che sei una dog sitter e vuoi parlare nel tuo blog di Educazione cinofila di base. Potresti produrre un contenuto pillare che utilizza le keywords principali “Come educare un cane”. Questo dovrà essere un contenuto molto lungo, suddiviso in paragrafi come abbiamo visto.

I successivi articoli dovranno essere più brevi e verticali, e potrai sfruttare le keywords correlate che hai utilizzato come paragrafi del tuo articolo principale. Potresti quindi produrre un articolo su “Come educare un cane a fare i bisogni”, che come vedi tra l’altro è una keyword long tail.

Capire l’intento di ricerca del visitatore – TIP 3

Ancor prima di scrivere il tuo meraviglioso articolo su “Come educare un cane”, hai provato a digitare nella barra di ricerca di Google cosa esce fuori sulla SERP con quella ricerca?

Perché qui sta la chiave di tutto. Se Google ritiene rilevanti quei contenuti, i tuoi dovranno essere migliori (ma simili). Scoprirai infatti che in base alla ricerca, Google mostra delle SERP differenti. A volte ad esempio mostra dei video, a volte degli articoli, a volte dei prodotti, e così via…

L’algoritmo di Google raccoglie e fornisce continuamente dati. Se Google si accorge che su una determinata ricerca gli utenti preferiscono cliccare su un video, inizierà a mostrare più video su quella ricerca. Semplice, no?

Oltre alla tipologia di contenuto, Google cerca di mostrare risultati pertinenti con quello che è l’intento di ricerca del visitatore che ha digitato una determinata query. Come puoi immaginare sarà quindi molto importante per noi anticipare l’intento di ricerca del nostro visitatore e mostrargli esattamente il contenuto che vorrebbe trovare. Ma come fare? Se l’argomento ti interessa, ne abbiamo parlato più approfonditamente nel nostro articolo su come creare un piano editoriale SEO.

Quindi se hai dubbi chiedi sempre a Google, lui sa (quasi) tutto!

Utilizzare Google Search Console – TIP 4

L’ultimo suggerimento riguarda l’utilizzo di Google Search Console, uno strumento gratuito messo a disposizione da Google per meglio interpretare come il nostro sito viene letto, interpretato e mostrato dal motore di ricerca. Visto che l’argomento è vasto, ho approfondito il tutto in un articolo a sè stante, dal titolo, appunto: Google Search Console: guida base per iniziare, in cui tra le altre cose ti mostrerò come sfruttare questo strumento e integrarlo al meglio nel nostro piano editoriale.

Quanto tempo ci vuole per posizionare una pagina nelle prime posizioni di Google?

Questa è la classica domanda a cui è impossibile dare una risposta certa. L’unica sarebbe infatti…

Dipende

Dipende da moltissimi fattori (autorità del nostro dominio, qualità del nostro contenuto, traffico sulla pagina, frequenza di rimbalzo, numero di backlink che riceviamo da altri siti, autorità di questi stessi backlink, architettura del nostro sito, ma anche anzianità del nostro sito, nicchia di mercato e competitors). Insomma, tantissime cose! Se vuoi capirne di più, ti consiglio di leggere, in caso non l’avessi già fatto, i miei due articoli su come posizionarsi su Google e sull’utilità di Google Search Console.

Se posizionare una pagina fosse un gioco da ragazzi sarebbe troppo bello e facile, no?

Salva o condividi e porta i nostri contenuti sempre con te con un clic 🙂

Grazie per essere arrivata alla fine dell’articolo! Siamo (ovviamente) anche su Facebook: clicca “Mi Piace” qui sotto e teniamoci in contatto!

Elena Assirelli

Elena Assirelli

Digital Marketer e amante della SEO. Da quando ho 11 anni passo gran parte della mia vita davanti allo schermo di un computer. E no, non mi sento nerd, anche se qualche amico sostiene il contrario. Per oltre 15 anni ho giocato a pallavolo, una delle mie grandi passioni. Amo viaggiare e scattare fotografie e in generale mi appassiono di tutto quello che mi fa crescere come persona. E sì, da sempre amo molto il web, per due ragioni fondamentali: perché il web è un luogo dove succedono cose magiche e perché il web è un luogo dove si può diventare liberi.

Altri articoli che potrebbero interessarti…

2 Commenti

  1. Maggina

    Grazie per l’interessantissimo articolo. Metterlo in pratica però… è un altro discorso! Cordiali saluti. – Maggina.

    Rispondi
    • Elena Assirelli

      Lavoriamo per migliorarci ogni giorno 😉
      Grazie per il suo commento.

      Rispondi

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *