Come investire i risparmi: donne e finanza personale

Scritto da Marta Cavaliere

giovedì, Dic 24
}

Tempo di lettura dell'articolo:

Salva o condividi e porta i nostri contenuti sempre con te con un clic 🙂

Ciao e ben ritornata sulle pagine del nostro blog!

Se già ci conosci e hai letto qualche altro nostro articolo, saprai che oltre a parlare di lavoro e business on-line, scriviamo spesso articoli che trattano di soldi, risparmio e budgeting. Oggi, però, vorremmo fare un passettino in avanti e parlarti di un argomento all’apparenza un pochino più ostico: gli investimenti.

Per questo motivo abbiamo chiesto a Marta Cavaliere di Guida Agli Investimenti di scrivere per te un articolo di base sulla finanza personale e su come investire i risparmi.

Pronta? Partiamo!

Come investire i risparmi con intelligenza e senza stress e perché farlo

In quanto donne ci sentiamo spesso dire di avere doti innate: organizzazione, propensione all’empatia e alla mediazione, gestione contemporanea di famiglia, lavoro e casa (il famigerato “multitasking“). 

Per completare il quadro spesso manca però un dettaglio importante: la gestione dei nostri risparmi

Ci sembra spesso un ambito “troppo“: troppo complicato, troppo rischioso, che richiede troppo tempo e troppe competenze che non abbiamo.

In poche parole ci facciamo prendere dalla sindrome dell’impostore.

Risultato: nel dubbio, lasciamo i soldi sul conto corrente. 

“In fondo, se i miei risparmi sono fermi lì sono sicura che nessuno li può toccare”

(Spoiler: Errore! ci sono due nemici silenziosi e insidiosi che li eroderanno poco a poco, di cui parleremo in seguito)

Sappiamo quanto questo tema sia importante, ma allo stesso tempo tendiamo a rimandarlo o sottovalutarlo. Cerchiamo allora  di capire perché è necessario aumentare la nostra cultura finanziaria e come imparare passo passo a investire i nostri risparmi.

kakebo

Perché è importante gestire e investire i propri risparmi

Intraprendere il viaggio nella finanza personale non è mai facile perché, oltre ad essere un settore apparentemente ostico, richiede di per sé di riflettere su noi stesse e sul nostro futuro.

Ci pone davanti a domande importanti:

  1. Quanto dovrei risparmiare?
  2. Come dovrei investire i miei risparmi per essere tranquilla in futuro, considerando che la pensione non sarà di certo quella dei nostri genitori?

A questo punto tipicamente inizia a salire l’ansia, ma non permettiamole di avere la meglio: siamo donne e possiamo imparare a fare tutto, e possiamo farlo ora.

Un elemento fondamentale infatti è il tempo: prima si impara ad investire, meglio è. L’avversione alla gestione dei soldi è come una malattia infantile: prima la si supera e meno danni farà nel futuro. Se non ne sei convinta, ti consiglio di leggere l’articolo che ha scritto Isa sul perché le donne devono cambiare mentalità sui soldi.

Ma investire per che cosa?

Questa è la prima domanda dei 4 step della gestione delle finanze personali.

Prendete un foglio e una penna! 

finanza personale

Finanza personale: 4 step per iniziare a capirci qualcosa

Stabilire un obiettivo – step #1

La prima domanda a cui rispondere è: per cosa vogliamo risparmiare? Qual è il nostro obiettivo di risparmio?

Che sia per l’acquisto di una casa, per la pensione o per avere una rendita in futuro, l’obiettivo ed il suo orizzonte temporale devono essere chiari.

In base alla nostra età e propensione al rischio sarà opportuno investire in strumenti diversi.

Se contiamo di aver bisogno dei soldi investiti in un anno o due, ad esempio, lanciarsi in investimenti a lungo termine potrebbe non essere l’ideale.  

Fare il punto della nostra situazione economica – step #2

Facciamo il punto della nostra situazione economica: con l’aiuto della app della nostra banca identifichiamo le spese mensili degli ultimi 4 mesi

  • fisse mensili: mutuo o affitto, bollette, palestra, spesa quotidiana, abbonamento ai mezzi, assicurazione auto etc.
  • opzionali mensili: cene fuori, abbigliamento, teatro, viaggi etc

Facciamo questo esercizio per gli ultimi 4 mesi e identifichiamo dei valori medi di spese fisse e opzionali.

Sottraiamo poi le sole spese fisse dal nostro stipendio mensile ed otterremo la cifra su cui possiamo “lavorare”.

Ciò che resta dovrà includere sia la somma che vogliamo metter da parte mensilmente che  le spese opzionali.

Decidiamo quindi quanto vorremmo mettere da parte ogni mese: tipicamente dovrebbe essere una somma pari al 10-15% del nostro stipendio (anche più, se ce la sentissimo senza “svenarci”).

Sottraiamo anche questa al nostro stipendio e otterremo il budget a disposizione per le spese opzionali. 

Confrontiamo questo numero con le spese opzionali medie che sosteniamo mensilmente: se la cifra è superiore alle nostre spese medie, siamo a posto. Ma se non fosse sufficiente?

Abbiamo due possibilità: risparmiare o tagliare i costi (o entrambi!).

risparmiare

Risparmiare e tagliare i costi – step #3

Questo non significa limitarsi e rinunciare ad ogni sfizio, ma rendere più efficienti le nostre spese e il budget a nostra disposizione. 

Iniziamo dal risparmio: dato che come diceva la pubblicità “ogni soldo risparmiato è un soldo guadagnato” iniziamo a valutare in cosa possiamo risparmiare.

Valutiamo quindi, con l’aiuto del saldo della nostra banca:

  • quanto delle spese opzionali degli ultimi 4 mesi avremmo tutto sommato potuto evitare?
  • quante cene fuori abbiamo fatto in media? Quanti abiti comprati? Potremmo accontentarci di un numero più basso?

Il secondo step consiste nel tagliare i costi: 

  • interessi del mutuo: il tasso di interesse che sosteniamo è vantaggioso oppure effettuando una surroga (gratuita per il surrogante) riusciremmo a diminuire la quota di interessi e quindi la rata? Facciamo una verifica sul sito www.mutuionline.com
  • Assicurazione auto: come sopra, verifichiamo tramite uno dei siti di comparazione se abbiamo la tariffa più conveniente
  • Bollette: dal telefono al gas alla tv via cavo a qualsiasi altro abbonamento, verifichiamo il gestore più conveniente con app come Switcho.
  • Costi del conto corrente e di investimenti in atto: quanto ci costa mensilmente il conto? Quali sono i costi degli investimenti che abbiamo in banca, se ne abbiamo?

Quest’ultimo punto dobbiamo imparare a verificarlo perchè ci servirà a diventare pratiche quando decideremo di investire (il “KIID” diventerà nostro amico!)

Facendo questi due esercizi avremo fatto già metà del percorso: ridotto i nostri costi superflui e identificato quanto destinare mensilmente al piano di accumulo dei risparmi.

Apprendere le basi di finanza personale – step #4

Torniamo alla domanda iniziale: “perché non dovrei lasciare i miei soldi fermi sul conto corrente?” 

Perchè, se avremo fatto bene l’esercizio allo step 2, sapremo che i costi anche solo per mantenere il conto corrente erodono parte dei nostri risparmi. Idem per gli investimenti bancari: spesso i costi degli strumenti che ci vengono proposti superano i tassi di interesse che ci vengono garantiti, annullando di fatto il guadagno o… peggio!

A questo primo “nemico” se ne aggiunge un secondo che è l’inflazione: se l’inflazione aumenta il nostro potere d’acquisto diminuisce. In pratica i nostri risparmi accantonati con tanto sacrificio oggi, domani varranno meno. 

Ecco un grafico dell’andamento dell’inflazione italiana nel tempo: è stata sempre superiore allo 0 tranne che negli ultimi anni.

inflazione in italia

Investendo i risparmi invece possiamo godere di un effetto a nostro favore, che è l‘interesse composto: ossia ogni guadagno generato da un investimento, se reinvestito, contribuisce a far aumentare il capitale dell’investimento stesso generando guadagni sempre maggiori a parità di tasso d’interesse. 

Per capirci, immaginiamo di iniziare oggi un piano di accumulo e impegnarci a versare mensilmente una certa somma. Nel grafico in basso possiamo vedere quale sarebbe il guadagno negli anni, già al netto delle tasse, al variare di:

  • somma dell’investimento mensile in € (in azzurro)
  • anni di investimento (in verde)
  • tasso di interesse (in rosa)
guadagno netto di un piano di accumulo

Questo per il solo effetto dell’interesse composto. Comparato al nulla che frutta il nostro conto corrente, anche un investimento a basso rischio e basso rendimento è comunque più vantaggioso del non investire.

Quanto dovrebbe fruttare un investimento?

Come è facile immaginare la risposta è “dipende”: soprattutto dal livello di rischio che possiamo sopportare e dall’orizzonte temporale a cui andiamo incontro

Perché?
Perché il cosiddetto “mercato“, nel lungo termine, tende a crescere sempre, nonostante momenti di flessione. Ad esempio guardiamo due famosi indici borsistici di cui sentiamo spesso parlare: S&P 500 e MSCI.

andamento sp msci world

Gli indici sono insiemi di azioni, dette anche “panieri di azioni”. I due che stiamo esaminando hanno al loro interno rispettivamente:

  • S&P 500: le azioni delle 500 aziende americane con maggior capitalizzazione, aggiornate costantemente nel tempo
  • MSCI World: migliaia di azioni di 23 paesi del mondo (esclusi i paesi emergenti)

In pratica investire in questi indici significa investire nel progresso dell’umanità.

Questi indici nel tempo, sul lungo termine, hanno avuto un rendimento sempre crescente nonostante periodi di crisi durati anche anni: i crolli maggiori degli ultimi anni sono stati la bolla dot-com a inizio millennio e la crisi finanziaria del 2008.

Ma come si fa ad investire in questi panieri di azioni?

Dovremmo comprare tutte le azioni che li compongono, e servirebbero un bel po’ di soldini. Per rendere però più accessibili anche ai piccoli investitori questi investimenti sono stati realizzati degli strumenti finanziari che ne replicano i rendimenti: sono gli ETF, exchange traded found.

Questi strumenti consentono ai piccoli investitori di accedere ai mercati autonomamente anche con piccole somme.

cambiare mentalita sui soldi

Come diventare padrone del nostro futuro

A questo punto abbiamo capito quanto sia importante conoscere le nozioni base di finanza personale per gestire accuratamente i nostri risparmi, in base alla nostra età e all’orizzonte temporale che abbiamo davanti.

Il tempo è una variabile fondamentale: iniziare ad investire a 25 anni anzichè a 35 ci garantirebbe 10 anni di guadagni in più, e come abbiamo visto grazie allinteresse composto la differenza non è poca.

Non dimenticando che mantenere soldi fermi li rende soggetti all’erosione dell’inflazione nonché di eventuali costi del conto corrente. Per cui: basta procastinare!

Il passo successivo è iniziare a comprendere i principali strumenti con cui investire che riflettano la nostra propensione al rischio e che, soprattutto, abbiano bassi costi.

Ma siamo donne: imparare sarà un gioco da ragazze!

Se ti interessano temi legati agli investimenti e alla finanza, ti aspetto sul mio blog Guida Agli Investimenti.

Salva o condividi e porta i nostri contenuti sempre con te con un clic 🙂

Grazie per essere arrivata alla fine dell’articolo! Siamo (ovviamente) anche su Facebook: clicca “Mi Piace” qui sotto e teniamoci in contatto!

Marta Cavaliere

Marta Cavaliere

Ingegnere di giorno e blogger di sera, sono un’entusiasta costantemente alla ricerca di stimoli e nuovi interessi. Appassionata di crescita personale e innamorata dei TED talks, adoro fotografare luoghi e persone diversi e lontani da me. Credo fortemente nella condivisione delle conoscenze come strumento per migliorare noi stessi ed ispirare gli altri, a dare lo slancio alla nostra vita e alle nostre finanze.

Altri articoli che potrebbero interessarti…

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.